Esercitazioni

23 Giugno 2026

Esercitazione nazionale EXE Po 2026

Dal 25 al 27 giugno il bacino del Po sarà interessato da una grande esercitazione nazionale di protezione civile. Nel territorio piacentino attività operative a Cortemaggiore, Villanova sull’Arda e Isola Giarola, con il coinvolgimento della Colonna Mobile, dei Centri Operativi Comunali, del volontariato organizzato e delle strutture istituzionali competenti.

Dal 25 al 27 giugno 2026 il Sistema nazionale della Protezione Civile sarà impegnato nell’esercitazione nazionale “EXE Po 2026”, dedicata alla gestione del rischio idrogeologico e idraulico lungo l’intero bacino del fiume Po.

 

L’esercitazione è coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con AIPo – Agenzia Interregionale per il fiume Po – e con le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Lo scenario di riferimento simula una piena straordinaria del Po, ispirata alla storica alluvione che nell’ottobre del 2000 colpì il Nord-Ovest del Paese.

 

Non si tratta di una semplice attività teorica o di coordinamento tra sale operative. EXE Po 2026 prevede infatti sia attività per “posti di comando”, finalizzate alla verifica dei flussi informativi e delle procedure decisionali, sia attività operative sul territorio, con uomini, mezzi, attrezzature e moduli specialistici impegnati in scenari realistici.

Gli obiettivi dell’esercitazione

 

L’obiettivo generale di EXE Po 2026 è verificare la capacità di risposta del Servizio nazionale della Protezione Civile davanti a uno scenario meteorologico e idraulico complesso, esteso e interregionale.

 

In particolare, l’esercitazione consentirà di testare:

– i flussi di comunicazione tra i diversi livelli istituzionali;

– il sistema di allertamento nazionale e regionale;

– il coordinamento tra Dipartimento, Regioni, Prefetture, Province, Comuni, AIPo, strutture operative e volontariato organizzato;

– l’attivazione dei Centri Operativi Comunali e delle strutture di coordinamento sovraordinate;

– la capacità di movimentazione e impiego della Colonna Mobile;

– l’interoperabilità tra assetti specialistici provenienti da territori diversi;

– l’impiego di moduli tecnici per il rischio idraulico e idrogeologico;

– la gestione delle informazioni operative in scenari complessi.

 

L’esercitazione rappresenta inoltre un’occasione formativa per operatori, tecnici, volontarie e volontari di Protezione Civile, chiamati a confrontarsi con procedure, tempi di risposta, modalità di coordinamento e criticità operative proprie di uno scenario alluvionale di vasta scala.

Il ruolo del territorio piacentino

 

Il territorio piacentino sarà uno degli scenari significativi dell’esercitazione in Emilia-Romagna. La scelta di coinvolgere Piacenza è coerente con la posizione strategica della provincia lungo l’asta del Po e con la necessità di verificare, in modo integrato, la risposta del sistema locale e regionale in caso di piena del fiume.

 

Le attività previste interesseranno in particolare Cortemaggiore, Villanova sull’Arda e l’area di Isola Giarola, con il coinvolgimento della Colonna Mobile della Regione Emilia-Romagna, di volontari provenienti anche da altri territori, degli assetti specialistici del volontariato organizzato e delle strutture istituzionali competenti.

 

Tutti i Comuni piacentini rivieraschi del Po saranno inoltre coinvolti attraverso l’attivazione dei rispettivi Centri Operativi Comunali, con la simulazione delle procedure previste dai piani comunali di protezione civile in caso di piena.

 

A livello provinciale sarà attivato anche il Centro Coordinamento Soccorsi presso la Prefettura di Piacenza, al fine di simulare la gestione unitaria dei servizi di emergenza e il raccordo tra enti, amministrazioni e strutture operative.

 

Infine, il Coordinamento Provinciale del Volontariato di Protezione Civile di Piacenza fornirà il supporto logistico a tutti i contingenti regionali e nazionali che opereranno sul territorio.

Cortemaggiore: simulazione logistica e frontiera operativa

 

Nella giornata di venerdì 26 giugno, la Colonna Mobile della Regione Emilia-Romagna, composta da diversi assetti specialistici in materia di rischio idraulico e idrogeologico, giungerà nel territorio piacentino nell’ambito di uno scenario che simulerà un intervento operativo fuori dai confini nazionali.

 

A Cortemaggiore sarà allestita un’area dedicata alla simulazione delle funzioni di dogana e frontiera di uno Stato estero.

 

Questa fase consentirà di verificare gli aspetti logistici, documentali e organizzativi connessi alla movimentazione internazionale di uomini, mezzi e attrezzature, riproducendo le condizioni che potrebbero presentarsi in caso di impiego di moduli di protezione civile in contesti europei o transfrontalieri.

 

L’attività avrà quindi una rilevanza non solo operativa, ma anche organizzativa e amministrativa, perché permetterà di testare la capacità di predisporre, controllare e gestire la documentazione necessaria alla proiezione di una colonna mobile in scenario esterno.

Villanova sull’Arda e Isola Giarola: il cuore operativo dello scenario piacentino

 

Dopo la fase prevista a Cortemaggiore, il contingente operativo si muoverà verso Villanova sull’Arda, sede dello scenario principale dell’esercitazione piacentina. Il cuore delle attività sarà l’area di Isola Giarola, dove verranno simulate operazioni di pescaggio e movimentazione di acqua da aree alluvionate.

 

Le attività saranno condotte mediante l’impiego del modulo HCP – High Capacity Pumping – dedicato al pompaggio ad alta capacità. Si tratta di un assetto specialistico pensato per intervenire in scenari alluvionali complessi, nei quali la rapidità di drenaggio e la capacità di movimentare grandi volumi d’acqua possono risultare decisive per la gestione dell’emergenza.

 

Lo scenario permetterà di verificare l’efficienza delle attrezzature, l’organizzazione delle squadre, la sicurezza degli operatori, i tempi di allestimento e la capacità di integrazione tra le componenti operative presenti sul campo.

 

Nell’abitato di Villanova sull’Arda sarà inoltre allestito il Centro Operativo Comunale, secondo quanto previsto dai modelli di pianificazione comunale di protezione civile. Il COC avrà il compito di simulare il coordinamento delle attività sul territorio comunale, assicurando il raccordo con le strutture sovraordinate e con le squadre operative impegnate nello scenario.

 

Il territorio ospiterà anche un Campo Base integrato tra le diverse strutture coinvolte, con funzioni di supporto logistico, accoglienza degli operatori, gestione dei servizi essenziali e coordinamento delle attività di campo.

Le specializzazioni impiegate nello scenario

Il modulo HCP è un assetto specialistico per il pompaggio ad alta capacità, impiegabile in scenari alluvionali, inondazioni e situazioni di dissesto idrogeologico.

Nel contesto di EXE Po 2026, l’impiego del modulo consentirà di simulare attività di aspirazione, movimentazione e scarico di grandi volumi d’acqua, verificando la capacità operativa delle squadre e l’efficienza del dispositivo tecnico-logistico.

L’attività rappresenta un passaggio importante anche per la progressiva strutturazione del modulo regionale HCP dell’Emilia-Romagna e per il suo possibile inserimento in standard operativi di livello europeo.

L’impiego dei droni costituisce oggi uno strumento avanzato a supporto delle attività di protezione civile.

Durante lo scenario di Isola Giarola, gli UAS potranno essere impiegati per attività simulate di osservazione, monitoraggio del territorio, acquisizione di immagini, verifica delle aree interessate e supporto alle decisioni operative.

In particolare, la possibilità di trasmettere immagini in tempo reale ai centri di coordinamento rappresenta un elemento rilevante per migliorare la conoscenza dello scenario, ridurre l’esposizione degli operatori e supportare la valutazione delle priorità di intervento.

Le telecomunicazioni d’emergenza rappresentano una componente essenziale nella gestione di eventi complessi.

In scenari estesi, nei quali operano squadre provenienti da territori differenti, la disponibilità di sistemi di comunicazione efficienti, sicuri e interoperabili è fondamentale per garantire il coordinamento delle attività.

Nel corso dell’esercitazione saranno quindi testate le capacità TLC-ICT, intese come integrazione tra telecomunicazioni, tecnologie informatiche e gestione delle informazioni operative.

L’obiettivo sarà verificare la continuità dei collegamenti, la trasmissione delle informazioni dal campo ai centri di comando e il raccordo tra reti e strutture operative differenti.

La segreteria d’emergenza costituisce uno snodo organizzativo fondamentale nella gestione di un campo base o di uno scenario operativo complesso.

Le sue funzioni comprendono il supporto alla registrazione delle risorse, la gestione delle presenze, la raccolta dei dati, l’organizzazione dei flussi informativi e il raccordo documentale tra le componenti presenti.

In un’esercitazione come EXE Po 2026, la segreteria permette di verificare la capacità del sistema di lavorare con procedure, linguaggi e strumenti condivisi, riducendo il rischio di disallineamenti informativi.

 

Il modulo cucina rappresenta una componente essenziale nelle attività di campo, in particolare quando l’impiego di volontari, tecnici e operatori si protrae per più ore o più giornate.

La cucina campale consente di garantire il supporto alimentare alle squadre impegnate, contribuendo alla continuità operativa del dispositivo di protezione civile.

La sua attivazione richiede personale formato, capacità organizzativa, rispetto delle procedure igienico-sanitarie, gestione degli approvvigionamenti e coordinamento con la logistica generale del campo.

La Colonna Mobile Regionale rappresenta uno degli strumenti principali per garantire una risposta rapida, organizzata e autosufficiente in caso di emergenza.

È composta da moduli funzionali, mezzi, attrezzature e squadre specializzate, pronti a essere impiegati in ambito regionale, nazionale o internazionale.

Nel contesto di EXE Po 2026, la logistica avrà un ruolo centrale: movimentazione delle risorse, allestimento delle aree operative, gestione del campo base, supporto alle squadre tecniche, coordinamento dei mezzi e verifica della capacità di integrazione tra assetti provenienti da territori diversi.

Un’occasione di crescita per il sistema piacentino

 

Per il territorio piacentino, EXE Po 2026 rappresenta un’importante occasione di verifica, addestramento e confronto operativo.

 

Le attività previste consentiranno di testare procedure, tempi di risposta, capacità di coordinamento, gestione delle risorse, interoperabilità tra sistemi di comunicazione, funzionamento dei centri operativi e integrazione tra enti, strutture operative e volontariato organizzato.

 

L’esercitazione permetterà inoltre di valorizzare le competenze specialistiche presenti nel sistema provinciale e regionale di protezione civile, rafforzando la capacità di risposta in caso di eventi reali.

 

A conclusione delle attività, il confronto tra i rappresentanti dei Coordinamenti Provinciali del Volontariato di Protezione Civile dell’Emilia-Romagna, l’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile, il Dipartimento della Protezione Civile e le delegazioni delle Regioni coinvolte consentirà di analizzare gli standard operativi impiegati, condividere le valutazioni emerse e individuare ulteriori margini di miglioramento.

 

EXE Po 2026 non è quindi soltanto una prova tecnica, ma un momento di sistema. Una verifica concreta della capacità di proteggere territori, comunità, infrastrutture e persone in presenza di uno degli scenari di rischio più rilevanti per l’area padana.

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Esercitazione nazionale EXE Po 2026

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